giovedì, maggio 26, 2011

E domani si sciopera

Dunque domani l'enoteca sciopera, pure. Come molti negozi della zona, ci sarà una serrata tra le dieci e mezzogiorno, per partecipare alla manifestazione di solidarietà ai lavoratori di Fincantieri, che rischiano il posto. L'aria che tira peggiora ogni giorno un po' di più, e questa storia merita una breve spiegazione.

Il quartiere di Sestri Ponente, dove lavoro, ha una antica vocazione operaia, e stabilimenti storici come Fincantieri (riparazioni navali) sono letteralmente un monumento. Da quando è uscita la notizia della chiusura (oltre un migliaio di lavoratori licenziati) abbiamo visto manifestazioni, cassonetti bruciati, disperazione e ovviamente una cippa di niente da lorsignori. Tutto questo a poche centinaia di metri da qui. La novità vera, forse, è che il Centro Integrato di Via al quale appartengo, l'associazione dei commercianti, ha da un bel po' intrapreso una strada molto meno ombelicale e corporativa, tipica di certe associazioni di commercianti vecchio stile (deo gratias) ed ha chiaro che ormai i commercianti sono una componente integrante della città, assieme alle altre categorie, e agli altri lavoratori: quando un anello della catena si spezza, tutta la catena diventa inutile.

Per la verità l'associazione ha già messo in mora da un bel pezzo la nostra Pubblica Amministrazione. Genova affronta una decadenza spaventosa e chi ci amministra vive sulla luna. Per dirne una, dopo l'alluvione dell'ottobre scorso avevano promesso aiuti e tagli fiscali: indovinate un po' come è andata a finire. Bene, loro stanno sulla luna ma i nostri urlacci arriveranno fin lassù. Certo che vedere i commercianti in piazza, come punkabestia qualsiasi, fa proprio un gran bell'effetto.

mercoledì, maggio 11, 2011

lunedì, maggio 09, 2011

Chilometro zero a destra (l'Unità#3)

A volte vorrei essere come certi miei amici, che hanno assaggiato tutto (proprio tutto) lo scibile enologico... [continua su Etilicamente].

sabato, maggio 07, 2011

Registro Pubblico delle Opposizioni WTF


Da quando sono iscritto al Registro Pubblico delle Opposizioni, le telefonate a bottega sono aumentate: una media di quattro-cinque al giorno, anche quelle odiosissime, con la voce registrata. Bella roba, eh? Il fatto è che, come suggerisce Daniele Minotti (e come si legge sulle FAQ del sito) bisogna
"verificare che non sia stato dato il consenso al trattamento dei propri dati per finalità di telemarketing a singoli soggetti (per esempio aziende dalle quali sono stati acquistati prodotti o servizi oppure tessere di fidelizzazione cliente eccetera) che effettuano operazioni commerciali o promozionali via telefono da fonti diverse dagli elenchi telefonici pubblici (di cui art. 2, comma 2 del Codice) purché ciò sia avvenuto nel rispetto delle norme vigenti sulla privacy"
Tutto chiaro? Non basta riuscire a registrarsi (cosa che richiede competenze sovrumane, vista la macchinosità dei vari form), alla fine bisogna sbattersi a cercare chi mai avrei, comunque, autorizzato. A me questa sembra solo una cosa: italietta.

giovedì, maggio 05, 2011

Rotto

Nel dibattito sul vino naturale - e su altri topic connessi - è arrivato il colpo d'ala. Ma quando ci vuole...

martedì, maggio 03, 2011

L'enomondo contemporaneo spiegato agli alieni. In poche righe (l'Unità#2)

Se dovessi spiegare che succede in quell'ambito iniziatico che chiamo enomondo ad un alieno appena arrivato sul pianeta, comincerei così. Ci sono due settori distinti nella produzione enologica... [ma continua su Etilicamente].

lunedì, maggio 02, 2011

Debartolizzami questo


Uno dei mantra preferiti di noi eno-esagerati è: mai, mai usare un vino da quattro soldi in cucina (s'è capito di cosa parlo). Rovinerete irrimediabilmente la preparazione. Al contrario, perfino io posso atteggiarmi a cuoco sopraffino sfumando le scaloppe col Marsala Superiore del mitico (compianto) Marco De Bartoli. Se poi ne sorseggi un po' con gli avanzi di uova pasquali, lo spleen raddoppia.