martedì, gennaio 31, 2012
Nativi naturali. Deal with it
mercoledì, gennaio 25, 2012
Lambrusco MdV 2011, perché non mi schiodo dal vino frutto

E' già tempo di Lambrusco 2011. Quello di Monte delle Vigne. Mentre lo bevo (a larghi sorsi) realizzo che non smetterò mai del tutto di amare i vini-frutto, cioè quelle espressioni eno che enfatizzano la morbidezza rigogliosa. Qui, poi, c'è l'effetto gioventù, per cui la spuma è violacea ed il profumo è quasi sfacciato, lampone e petali di rosa. In bocca l'alcol contenuto (solo 12,5) chiude il quadro di un vino godurioso e ludico. Da bere e ribere. 84/100 per euri 9,80.
martedì, gennaio 17, 2012
Modalità "gne-gne-gne" on
Stamattina, un secondo prima di inforcare il cavallo d'acciaio e recarmi al lavoro, l'auricolare dell'aifono dei poveri mi trasmette la rubrica "rispondimi questo" dentro al programma radio che ausculto ogni dì, Lateral. La rassegna stampa stigmatizza (e biasima) l'abitudine di fare titoli che contengono una domanda. Dice "L'Unità: la benzina costa più del vino??" - e io penso: e chi è 'sto scemo che dice una cosa simile. Poi mi ricordo che lo scemo sono io. Però, che diamine, il titolo aveva anche la risposta. Gne, gne, gne. *Faccina*.
Inizio d'anno con how-to conversazionale (cool a partire dal titolo)
Tra i tanti, io sono sensibile ad un tipo di obiezione/scazzo che, appena fa la sua comparsa nel dibattito, ottiene un effetto perverso: è una specie di raggio della morte che uccide istantaneamente ogni possibile, successiva risposta. Mi riferisco al termine "invidia". Quando tra i commenti arriva qualcuno a dire "è tutta invidia", mi sale, normalmente, la carogna. Cosa obbietti a uno così? Elenchi quanti e quali motivi hai per non essere invidioso? Troppo patetico. Lo mandi a quel paese? Troppo flame. Lo ignori? Troppo dannoso per la digestione. Il fatto è che quello è il genere di commento che, rendendo impossibile la replica, ammazza per sempre ogni ipotesi di confronto costruttivo. Come sappiamo, non esiste una difesa efficace contro il raggio della morte: quello uccide e basta.
Ho provato e riprovato ad immaginare un tipo di risposta adeguata, una volta per tutte, a questo modo infantile di mandare in vacca qualsiasi conversazione. E non ci sono riuscito. Quindi ho deciso, in via autonoma e del tutto personale, di creare da zero una regola di condotta. Ed eccola: dato il valore efferato di questo tipo di intervento, ho deciso che chiunque ne faccia uso venga dichiarato in automatico perdente. Significa che il commentatore colto in flagranza di uso del raggio della morte diviene, all'istante, soccombente nel confronto: ha torto, ha perso. Esibirò questo post come fosse il cartellino rosso nel gioco del calcio: vai fuori e non giochi più, perché sei inutile alla discussione. Questo post, molto immodestamente, spera di avere un'ampia utilità sociale.
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