martedì, ottobre 30, 2007
Del guidismo
Notte fonda dopocena, all'ultimo Vinitaly; dopo molto aver bevuto, molto fumato, poi molto distillato ed ancora sigari e stravizi, ti senti pronto per spiegare al mondo la verita'. Con l'Havana tra i denti e un Calvados molto aged nel bicchiere, sei assertivo quanto basta. Cosi', non so come, la chiacchiera deriva sulle guide; l'amico produttore siciliano mi chiede: ma tu, quale guida consideri davvero seria? E io: "c'e' solo una guida: La Guida". E quale sarebbe questa guida, continua lui. "Guarda, noi quando diciamo La Guida non intendiamo altro che quella. C'e' solo una Guida, ed e' quella del Gambero".Segue dibattito, ovviamente. L'amico produttore di Sicilia dissente con forza, roteando il sigaro e l'Armagnac, e alla fine spiega che ci sono enti ben piu' seri, basta vedere i premi conferiti durante le rassegne: quelli si, che sono affidabili. A titolo d'esempio durante quel Vinitaly venne oromedagliato il rosso dell'Agricola Boschi (assieme a Ca' Bolani, eh); ad averlo saputo in anticipo, che affondo avrei assestato.
Piaccia o no, la guida del Gambero (fatta assieme a Slow Food) resta l'unica che leggo con interesse, e che consiglio; da qui a dire che e' perfetta ne corre, d'accordo; con rispetto parlando per i loro redattori, pure le Sacre Scritture che hanno ben piu' alto Autore sono oggetto di disputa; figurati quindi una guida ai meglio vini. Qualche sera fa aprivo il trebicchierato della cantina di Jerzu (Radames, che nome) e onestamente non lo trovavo da 90/100; mentre il mio adorato Vinsanto di Rocca di Montegrossi, inspiegabilmente, non e' arrivato a tanto punteggio nemmeno quest'anno (scandalo!). Ed e' solo un esempio, se ne potrebbero fare seimila. Comunque, autunno tempo di guide, se ne parla pure a casa di Alder, e non e' un caso. A proposito di guide, vi segnalo la succulenta iniziativa di Marco (accorri numeroso).
Alla fine della fiera si dice sempre la stessa cosa: leggiamo le guide ma ragioniamo con la nostra testa, bla bla bla. E dopo un minuto il solito rappresentante mi chiede: ce l'hai l'elenco dei tre bicchieri di quest'anno?
http://vinoalvino.org/blog/2007/11/le-guide-dei-vini-sono-obsolete-cosi-parlo-carlin-petrini.html
cmq ti ripeto, il mio giudizio sulla guida ais include il punto di vista di un principiante e da questo punto di vista la gambero è quasi illeggibile
E da niubbo vi dico che grazie alle guide, ho ancora più confusione di prima!!!
Certamente sono un buon punto di riferimento, ma per chi assaggia o degusta al mio livello (0), i punteggi possono condizionare creando dei dogmi enoici con relativi degustatori partigiani che si limitano al nome in etichetta piuttosto che al fluido magico dentro la bottiglia...
Forse se si limitassero alle caratteristiche dei vini, lasciando la parte più interessante (ovvero la valutazione) al bevitore, avrebbero, a mio modesto parere, più utilità per chi non ha esperienza. Senza contare che na guadagnerebbero, e non poco, in immagine.
Domanda: il Dolcetto di Revelli lo ha censito qualcuno?
Ma soprattutto, di questi, quanti gli hanno dato un punteggio di 88/100?
Ribadisco il mio concetto: le guide dovrebbero limitarsi a quanto di oggettivo, lasciando al singolo la possibilità di valutare.
D'altronde non ho mai visto un enciclopedia commentata...
Viva la libertà d'opinione!
<< Home
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica (in
effetti, è molto meglio, ha!) in quanto viene aggiornato senza alcuna
periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale, bla, bla, bla. Le
immagini inserite in questo blog sono allegramente scaricate da Internet; se la loro
pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore (uffa), avvisatemi,
che vedrò di toglierle (ri-uffa).
E se ancora non basta, ecco i miei Tumblr, Facebook, Flickr, Twitter, FriendFeed, LinkedIn, e la pagina Facebook dell'enoteca.
(Una botta di robe social).









Posta un commento