martedì, aprile 08, 2008

E' stata tua la colpa (e allora adesso che vuoi)

Rientrati a bottega, l'effetto-Espresso si sente nei discorsi; tutti chiedono cosa succede. Io credo che, in una situazione di informazione sostanzialmente errata e caotica, il lavoro di quelli come me, che vendono e/o comunicano il vino (le due cose non sono troppo disgiunte) e' di raccontare, pazientemente e puntualmente, i contorni della questione ai clienti che desiderano un'informazione almeno un po' piu' precisa. Quindi non disperiamoci, e prepariamoci a fare, tutti, qualcosa di utile.
Non voglio ripetere la solita solfa dell'informazione-dal-basso migliore di quella mainstream, ma in un momento cosi' critico per chi fa giornalismo a livello professionale, un infortunio del genere non serviva proprio. Il grillismo picchia duro su certo giornalismo quasi inservibile, ormai, e quelli fanno una copertina cosi' sull'Espresso?
E' diventato normale, quindi, dover leggere Elisabetta Tosi (esempio) per avere notizie utili. Di fatto su tutta la vicenda, credo, esiste una specie di frattura in termini di conoscenza; gli enofili avveduti, gli appassionati che seguono blog o forum, e comunque tutti gli addetti ai lavori hanno un'idea chiara di quel che e' successo. Resta fuori dalla conoscenza la massa che, guardacaso, e' la stessa clientela alla quale spesso ci rivolgiamo. In questo momento io non sto parlando agli enofili avveduti, ma a molti altri. Quanti gia' sanno, possono tranquillamente interrompere qui la lettura, giacche' non diro' nulla di particolarmente nuovo, per loro.

Io coltivo qualche amore per il paradosso. Quindi, siccome un certo tipo di consumatore poco critico si sta chiedendo "di chi e' la colpa" riguardo vini contraffatti, pesticidi, schifezze e frodi (il Brunello non c'entra niente con tutto questo: prima notizia utile) e' il caso di provare ad indicare qualche colpevole.

Eccone uno, per esempio: tu. Il colpevole sei tu, sai. Ma si, proprio tu che leggi, non guardarti attorno, dico a te, che hai comprato, in qualche supermercato, una bottiglia di vino che costava 70 centesimi. Ma cosa pensavi di trovarci, dentro?
Si, lo so che questo discorsetto non ti piace. Tu ti sei fidato delle loro promesse, delle pubblicita' demenziali cantilenate dai diffusori che, come in un mantra, ti ripetono che loro controllano, che usano il "sale in zucca", che non usano OGM, che sono equi e solidali. Tu, e quelli come te, dovete fare un piccolo sforzo, e aprire gli occhi; ti sembra normale, quando fai la coda alle casse, sentire le cassiere che discutono di quanto sono mobbate, di riunioni sindacali, dei razzi loro? Secondo te, questi che sono equi e solidali, perche' tiranneggiano il personale? E' possibile, forse, che ci mentano? Senti, non voglio intristirti troppo. Ti lascio con i versi del Poeta, come si dice.
No tu non credere a chi
promette miracoli
parla di money money
soltanto money money
No, non puoi fidarti di chi
parla solo dei soldi
al tuo bene non pensa ma
a quello dell’azienda sì
No no tu non credere a chi
parla di marketing
quando parla dei sogni
e delle tue passioni
E qui sotto, hai l'originale.

11 commenti:

  1. quando scrivi queste cose sei da bacio in fronte...stampo e distribuisco ai miei clienti così mi risparmio di spiegargli la situazione io

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  2. Sono perfettamente d'accordo con te (ne abbiamo anche parlato) ma.....

    Tornando dal Vinitaly sono stato assalito da un tarlo al cervello.
    La domanda che mi faccio è la seguente: non è che qualche (ir)responsabilità l'abbiamo tutti noi che comunichiamo in questo settore?
    Spiego: la mia impressione è che facciamo parte anche noi del "livello alto" di questo sistema di illegalità, anche se involontariamente.
    Sembra quasi che ad ogni scoperta enogastronomica che si fa (bufala campana, pistacchi di bronte, franciacorta) ci sia una "centrale crimini" pronta ad approfittare del casino mediatico fatto da mainstream e non, ed a produrre contraffazioni velenose.

    La proposta per uscire dal sistema?

    Perchè non pensiamo ad una "Guida al cibo basic" (troppo, lo so) o comunque ad informare la gente che "il Nero d'avola è un grandissimo vino, ma sotto una certa cifra non lo si può produrre"? Che se lo compri a 1 euro stai diventando complice di un reato?

    E' la linea che divide la legalità dall'illegalità e, purtroppo, è una linea sottile.

    Non so se sbaglio, le cose capitate al vinitaly sono tante e ci vorrà del tempo per metterle a fuoco, ma sul treno del ritorno, il tarlo mordeva e il dubbio di essere "funzionale" a qualcosa di poco pulito mi è venuto su amaro....

    tuo Debord

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  3. Certamente c'e' di che elaborare. E "che fare?" sara' un argomento su cui lavorare, io credo; senza tirarsela troppo, qua sotto potremmo tutti dare un contributo (e per la verita', credo che gia' in molti lo stiano facendo). Il fatto e' che fruire del flusso di informazioni in rete e' complicato. La conoscenza e' complicata. Altro elemento di discussione da approfondire.

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  4. Grazie Fiorenzo per aver esposto questo punto di vista al quale avevo riflettuto senza però scrivere niente... L'operazione è davvero molto difficile, me ne accorgo nella quotidianeità della pochezza del consumatore medio di oggi: lo vedi che si aggira tra gli scaffali e butta dentro al carrello le prime cose che gli capitano, o meglio quelle che costano meno... Personalmente ritengo che il mercato globalizzato abbia determinato la definitiva massificazione della produzione e la polverizzazione dell'informazione: non credo si possa tornare indietro. Gli strumenti più importanti sono quelli politici, che però hanno contribuito a creare un sitema così fatto e quindi... Se si tiene in un modo o in un altro la gente lontana dall'istruzione, e quindi dalla personale criticità, mi sa che saremo spacciati; dico questo per l'esperienza personale nella formazione.
    A presto

    Mirco

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  5. Per sdrammatizzare: non male il video con Andrea al Vinitaly... ecco, quello sarebbe un bello strumento di informazione critica... ;-)
    Spero di conoscerti al TGV meeting

    Mirco

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  6. Fiorenzo, che tu sappia, i ristoratori le hanno tolte le magnum di Pian delle vigne dall'ingresso dei locali?

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  7. Ah, mi sfugge l'indicazione. Orsu', fai i nomi, che oggi si maramaldeggia gratis
    ;-)

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  8. Filippo Cintolesiaprile 10, 2008 1:47 AM

    Io trovo che la categoria del "provocatore" sia sempre molto utile.
    A chi giova una sparata plateale e scomposta come quella dell'Espresso?
    Intanto sta passando l'idea che "non si puo' andare avanti cosi'" (oltre al fatto che "il Brunello non c'entra nulla": colpo doppio).
    Tizio fa una porcata? Caio ne parla? Arriva Sempronio che pubblica una serie di calunnie sulla moglie del vicino di casa di Tizio, mostra foto scioccanti dei suoi figli, mette in giro voci incontrollate sulle supposte tendenze pedofile del vicino-di-casa-di-tizio...Tizio, bene dirlo, e dirlo magari mille volte, non c'entra nulla. Anzi, fra un po', per essere certi che non c'entri nulla, gli abboneremo pure la porcata che aveva fatto (ah gia'.. do you remember?) Che schifo! Non si puo' andare avanti cosi'. "Questi giornalisti" si devono dare una regolata.. Eh si', perche' mentre e' certo (che dico? certissimo, bene dirlo, anzi: ri-dirlo) che Tizio non c'entra nulla col suo vicino, invece non sono mica cosi' tanto sicuro che Caio non c'entri con Sempronio, eh... Anzi, piu' passa il tempo e meno ricordo bene di cosa parlava Caio e di cosa Sempronio.

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  9. Filippo, al momento mi piacerebbe una roba semplice. Sapere chi ha
    fatto cosa, e dove la "cosa" era in vendita. Tutto quel che abbiamo, ora, e' un elenco di taluni che, "pare" abbiano comprato da Massafra. Non sappiamo "cosa" abbiano comprato, e comunque che ne abbiano fatto. Non abbiamo quasi nessuna informazione utile, direi; certamente, tra tutti, ci facciamo un bel paio di nodi al fazzoletto e stiamo a guardare che uscira' fuori; per intanto, quanto al cui prodest, oggi il post di Aristide mi pare interessante.

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  10. Fare i nomi sarebbe troppo lungo perchè la magnum in cassetta posizionata in bella vista, della serie fa figo e non impegna, ce l'hanno 2 su 3. Uno che non l'ha mai messa è un ristoratore di Nè, robusto con i baffi, io e lui ci capiamo al volo. Hai capito chi è?

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  11. Sa va sans dire. Ero con lui giovedi' sera sulla Love Boat di Zenato.

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