lunedì, maggio 01, 2006
In morte di Edoardo Valentini.
Spesso, quando si scrive di qualcuno che non c'e' piu', si riesce a sfoggiare la passata conoscenza, rivelando aneddoti che raccontano la persona; sfortunatamente, io non ho mai conosciuto personalmente Edoardo Valentini; non c'e' nulla, che io possa dire, adatto ad aggiungere un dettaglio al ritratto della persona. Vendevo, e vendo, i suoi vini, senza averli mai comprati direttamente da lui, ma attraverso rivenditori e/o grossisti: e' il meglio che mi e' riuscito di fare, siccome volevo per me quei vini unici e suggestivi; ma con lui, mai nessuno contatto.
A parte una volta, in cui chiamai in cantina. Era la meta' degli anni novanta, ed in quel periodo avevo il piacere di passare le vacanze agostane sulla riviera adriatica, in Abruzzo; mi sembro' l'occasione ideale di associare il dilettevole al dilettevole, e chiamai per fissare un appuntamento in azienda, volendo acquistare il loro prodotto.
Non so con chi parlai; si limito' a dirmi che vino, per me, non ce n'era; era inutile che salissi fin lassu' in cantina, quindi; e concluse: se ne resti al mare, e' meglio per lei, quando avremo del prodotto disponibile la chiameremo.
Naturalmente, e' da allora che aspetto che mi chiamino; certo, avrei potuto (dovuto) riprovarci, ma preferii restare sospeso, in attesa di una specie di magia, Valentini che mi telefonava per dirmi: salve, lo vuoi il mio vino?
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