martedì, maggio 02, 2006

Jennifer Lopez ed il vino: "io c'entro".


Non so se leggete la Pravda.
L'edizione online reca una notiziola interessante: il governo della Georgia desidera ardentemente rilanciare l'immagine del vino georgiano assoldando stelle hollywoodiane come testimonial; offre mezzo milione di dollari a J-Lo, ma quella risponde picche: "La star, dal canto suo, ha rifiutato l'offerta stabilendo troppe condizioni al suo arrivo a Tbilisi e chiedendo un compenso ben superiore a quello propostole dal governo georgiano".

Conseguenze collaterali: se miss Lopez avesse prestato la sua immagine (diciamo) per il vino georgiano, probabilmente molti addetti ai lavori avrebbero alzato un sopracciglio (o tutti e due) e badato poco all'iniziativa. Invece la notizia del due di picche cosi' rifilato accende meglio i riflettori sul settore vinicolo georgiano, che "ha accusato un grave colpo in seguito alla decisione da parte del governo russo di proibirne l'importazione in Russia". Insomma, improvvisamente la vicenda rientra nell'assai piu' ampio e serio discorso sui rapporti tra Russia e repubbliche indipendenti. Tuttavia la Pravda tiene a dire che la politica c'entra poco, nel sabotaggio in corso, in quanto la decisione di vietare l'import in Russia si deve "a causa dell'inaccettabile livello di pesticidi contenuto nelle bottiglie esportate". Naturalmente i georgiani dicono il contrario: "il governo georgiano ha risposto affermando che si tratta di una campagna politica atta a destabilizzare l'economia della Georgia. [...] Il presidente georgiano Mihail Saakashvili, il quale ha definito la Georgia "la patria del vino", ha recentemente visitato la Cina e la Turchia allo scopo di trovare nuovi mercati vinicoli".
Chissa' come saranno contenti i cinesi.

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