martedì, febbraio 06, 2007
La lingua straniera

"E' un fatto, con la concorrenza sempre piu' forte, il produttore che parla inglese e' in vantaggio, per comunicare e vendere il suo vino". Cosi' la pensa Wine Enthusiast (che e' in lingua inglese, hai visto mai che confligga l'interesse). Qualche giorno fa ero nella cantina del fu Bartolo Mascarello; nuovi uffici e nuova accoglienza clienti, come da foto; mentre attendevo, Maria Teresa (figlia e continuatrice dell'opera di Bartolo) era al telefono con un cliente straniero: "ai em in Barolo... e smoll villègg..." -- e finche' parlava in inglese, capivo perfettamente. Messo giu' il telefono si e' rivolta alla madre, ma in piemontese strettissimo, e in un attimo per me e' scesa la notte: che ha detto?? Alle mie orecchie l'incomprensibile vernacolo di Langa era la vera lingua straniera. Menomale che c'e' l'inglese.
'nte sta çittæ
ch'a brûxa ch'a brûxa
inta seia che chin-a
e in stu gran ciaeu de feugu
pe a teu morte piccin-a
(Creuza de mä)
:)
at
Il testo e' da Sidùn; e' la mia preferita.
scherzo,non è vero!
una quindicina d'anni fa, a NY in un teatro, gli americani si sono stupiti quando hanno visto che per farmi capire dagli italiani ci parlavo in inglese:il loro calabrosiculocampanoannicinquanta era incomprensibile....
buona giornata
Anni fa, ad un mio parente che chiedeva (in perfetto inglese) un'indicazione stradale ad un passante, questo, riconosciutolo per italiano, gli rispose:
"Guagliò, statte accuorto: tre bloks along, quanno s'accrossa la strit".
Che belle queste "contaminations"...!
;-)
L.
e poi come diceva il grande Govi: il genovese è una lingua e l'italiano un dialetto... :-)
max
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